-Coronavirus- il futuro delle aziende italiane passa ancora per l’export • FourH

26 Marzo, 2020by FourH
L’impatto del coronavirus sull’export Made in Italy

L’export del Made in Italy ha rappresentato per l’economia nazionale la miglior forma di contenimento al calo registrato alle varie componenti del PIL del Paese, affermandosi come il settore trainante dell’economia italiana.

Ci son voluti 10 anni per ritornare a registrare una crescita costante come quella avvenuta nel decennio antecedente al 2007. Questi risultati si sono raggiunti in un difficile contesto internazionale, a cominciare dalla crisi finanziaria europea del 2010-2011, passando per il calo di domanda tedesca, la Brexit e la guerra dei dazi, per annoverare solo alcuni degli avvenimenti dell’ultimo anno.

Nonostante il rallentamento del commercio globale, le esportazioni sono cresciute per il decimo anno consecutivo, registrando un +3,2% nel 2019.

Le previsioni di crescita pre pandemia da Covid-19 si attestavano su un totale di 500 miliardi di euro nel 2020 e avrebbero superato i 540 miliardi nel 2022; a dimostrare ciò, un incremento delle esportazioni del +2,6% tra novembre 2019 e gennaio 2020.

Le crisi del passato dipendevano quasi unicamente da meccanismi politico-economici globali, la crisi odierna, causata dalla pandemia, porta con sé difficoltà e problematiche mai affrontate prima che riguardano anche meccanismi interni alle aziende:

  • Il calo della domanda si è dimostrato direttamente proporzionale al numero di contagi e alle misure restrittive intraprese. Se quindi l’Italia è il Paese al momento più contagiato, sarà anche il prossimo ad avere misure restrittive meno rigide e la domanda interna tornerà a salire come anche quella internazionale.
  • La difficoltà nel reperire componenti da fornitori nazionali ed internazionali è uno dei maggiori problemi vissuti dalle aziende in questi mesi. La materia prima e/o ogni componente del prodotto sono necessari alla consegna della merce nei termini stabiliti e a soddisfare la domanda. Questo problema si era già avvertito in Italia quando il contagio da Coronavirus toccava solo la Cina. Il ritardo nella consegna da parte dei fornitori cinesi ha creato, già nel mese di dicembre delle difficoltà di gestione che si sono protratte sino ad oggi.
  • La messa in sicurezza dei lavoratori è fondamentale non solo per la tutela della salute come principio costituzionalmente garantito ma anche in considerazione della non totale automazione dei nostri processi produttivi. Questa si presenta come la sfida più importante da superare. In Italia le aziende ancora operative registrano un tasso medio di assenze giornaliere del 25%

La risoluzione di tali problematiche interne porterà ad un cambiamento delle logiche aziendali sin qui utilizzate, sacrificando le consolidate logiche di supply chain in favore di una produzione più sicura e con catene del valore più brevi.

Con il nuovo assetto industriale potremo affrontare ancora una volta una grande sfida economica e risollevarci, guardando ancora una volta al commercio internazionale come un valido ammortizzatore alle perdite dei mesi correnti.

I nuovi assetti aziendali vanno affiancati alla ricerca di nuovi partner commerciali che porterà alla conclusione di nuovi accordi nel secondo semestre 2020.Ciò permetterà di invertire la tendenza e rimediare alle perdite registrate sino ad ora.

Prepariamoci alla ripresa!

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FourH, società di specialisti export, affianca le PMI italiane che vogliono posizionarsi nei mercati esteri.

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